Home Archivio Notizie Parità di genere: approvato il testo per il riequilibrio negli enti locali, consigli regionali e concorsi
Parità di genere: approvato il testo per il riequilibrio negli enti locali, consigli regionali e concorsi PDF Stampa E-mail

parità retributiva

Testo di Barbara La Rosa

Il 13 novembre 2012, la Camera del Deputati ha approvato definitivamente, con 349 voti a favore, 25 contrari e 66 astenuti, la proposta di legge proposta di legge A.C. 3466-B (http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/ac0625b.htm#dossierList) che introduce nell’ordinamento misure volte a promuovere la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive di giunte e consigli comunali, dei consigli regionali e delle commissioni nei concorsi pubblici.

Sono passati due anni però dalle prime discussioni sulla materia. La proposta di legge, infatti, presentata l’11 maggio 2010, che ha come titolo “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”, recepisce sei testi precedentemente presentati sulla stessa materia. Il primo via libera della Camera al provvedimento, votato a larga maggioranza, 372 sì, 21 no e 48 astenuti risale all’8 maggio 2012. Il 10 ottobre 2012 anche il Senato della Repubblica, dopo aver apportato numerose modifiche in commissione approva il Disegno di legge sulle quote rosa negli enti locali. Il 18 ottobre 2012 quindi inizia l’ultimo l'esame, prima dell’ok definitivo, in commissione Affari Costituzionali della Camera.

La legge prevede che all’interno delle liste dei candidati alle comunali nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. E che, qualora non sia così, la lista venga ridotta cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato. In caso di violazione di questo principio, nei comuni sopra i 15mila abitanti, la lista decade. I paesi più piccoli sono stati salvaguardati dalla sanzione più dura perché lì decadrebbe anche il sindaco. C'è poi la possibilità di esprimere due preferenze, invece che una, per i candidati a consigliere comunale, a patto che si tratti di un uomo e di una donna. In caso contrario, si annulla la seconda preferenza.

Il provvedimento in particolare introduce nella legislazione elettorale dei consigli comunali, con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei consigli circoscrizionali, due misure rilevanti: una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste in misura superiore ai due terzi dei candidati; la doppia preferenza di genere, ossia la possibilità di esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale (una per un candidato di sesso maschile e l’altra per un candidato di sesso femminile della stessa lista). In caso di mancato rispetto della disposizione, si prevede l’annullamento della seconda preferenza. Per i comuni sopra i 15mila abitanti, per chi non rispetta le quote rosa, è d'obbligo la decadenza delle liste.  Per quanto riguarda le giunte degli enti locali ed i consigli regionali, non sono previste singole misure, ma è fissato il principio per cui l’atto di nomina o la legge elettorale regionale devono garantire la presenza di entrambi i sessi. E' obbligatoria inoltre la 'par condicio rosa' per le presenze in tv in campagna elettorale.

 

 

 

 
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